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MANERBIO

Riabilitazione possibile solo dopo la terapia causale

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Perché i denti possono ammalarsi fino a cadere del tutto?

«La causa delle principali patologie odontostomatologiche è di origine batterica - afferma il dottor Paolo Cavellini - i batteri, infatti, hanno la possibilità di proliferare più velocemente all’interno del cavo orale grazie all’umidità costante di quest’ultimo e grazie alla temperatura corporea di circa 37 gradi».

Il dottor Cavellini ricorda che sono essenzialmente due i danni che i batteri possono provocare al cavo orale: possono colpire i denti, inducendo la carie (danni alla struttura dentale), oppure possono provocare danni al parodonto (tutto ciò che circonda il dente, gengiva, legamento ed osso). Questi possono provocare un’infiammazione cronica, definita gengivite, qualora l’infiammazione sia superficiale e le gengive si presentino più gonfie, più scure e sanguinanti. Oppure possono provocare la pericolosa parodontite, qualora la compromissione sia più profonda e vada ad intaccare l’osso. Ad ammalarsi sono le persone placca-ricettive, ossia quelle più predisposte geneticamente a sviluppare le patologie per un deficit di difese immunitarie verso i batteri che causano la parodontite cronica».

Una volta che i denti sono caduti a causa della malattia parodontale l’unico modo per tornare ad averli è quello di rivolgersi al dentista che procederà alla riabilitazione nelle modalità più opportune anche in base ai desideri del paziente, prima però di cominciare ogni trattamento è di fondamentale importanza rimuovere le cause che hanno provocato la caduta degli elementi dentari. «Per riuscirci - spiega il dottor Cavellini - occorre mettere in atto la cosiddetta terapia causale, ovvero rimuovere le cause di carie e gengiviti/parodontiti. Solo una volta che si è raggiunto questo risultato il dentista intraprenderà la riabilitazione. La terapia ha come scopo il raggiungimento di due obiettivi. Il primo è quello di rimuovere placca e tartaro sopra e sotto-gengivale grazie al trattamento svolto dall’odontoiatra/igienista durante le sedute in ambulatorio. Il secondo è quello di insegnare al paziente le manovre di igiene orale per la rimozione quotidiana della placca. La terapia si svolge in varie sedute che variano da un minimo di 2 fino ad un massimo di 6. Salvo casi particolari, le sedute hanno frequenza settimanale».

Una volta terminata la terapia causale, che si fa una volta nella vita, il paziente entra in un programma di mantenimento, consistente in richiami di igiene orale prima mensili e poi ogni 3-6 mesi con una cadenza stabilita dal dentista in base alla gravità della compromissione, in cui si valuta come il paziente stia lavorando a casa e si controlla la carica batterica. Terminata la terapia causale il paziente viene rivisitato a bocca igienizzata. Utilizzando supporti diagnostici radiografici (status RX, T.A.C.), si sviluppano i modelli studio del caso e si procede ad un piano di trattamento, che può comprendere varie terapie per curare ripristinare i denti esistenti mantenibili o sostituirli con impianti dentali. La riabilitazione protesica, che può essere su impianti e/o su denti naturali, rappresenta la conclusione delle terapie odontoiatriche, ma è l’inizio di un piano di richiami di igiene personalizzato per la gestione della causa della patologia evitando così recidive e permettendo al paziente di mantenere il restauro protesico a lungo termine.

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Autore:afm

Pubblicato il: 21 Ottobre 2016

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