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MILANO

I poveri e onesti cittadini, bancomat dello Stato L’amico del popolo di Roberto Poletti

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I cittadini sono il bancomat dello Stato. L’ho sempre detto. No, non stiamo parlando di nuovi prelievi su pensioni o conti correnti (non previsti, almeno per adesso), ma di quello che può accadere se si sbaglia a pagare una multa. Già, perché accade nel Trevigiano che un pensionato ripreso per una infrazione automobilistica a Roma ha ritardato di qualche giorno il saldo della contravvenzione. Apriti cielo: spunta la cartella di Equitalia. No, non è uno scherzo.

Ma il bello arriva ora. L’importo del debito con l’erario, sollecitato da lettere e raccomandate al contribuente, era più che irrisorio: 48 centesimi. Il costo della mora per aver aspettato qualche ora in più oltre la scadenza del verbale. E se non paga l’amministrazione si dice pronta a pignorargli un quinto della pensione. Roba da matti. Peraltro si parla di sostituire Equitalia con un altro ente ma sappiamo tutti benissimo che alla fine si limiteranno a cambiargli soltanto il nome. Ormai però non dobbiamo più stupirci di nulla, in situazioni dove lo Stato tartassa i poveri onesti fino a mandar loro cartelle esattoriali per recuperare cifre da elemosina mentre gli “onorevoli” faticano a tagliarsi lo stipendio di qualche centinaio d’euro. Ecco a cosa servono i nostri soldi e i nostri sforzi. E ancora una volta se non perseguitano le fasce più deboli non sono contenti. Guarda caso il signore di Treviso aveva 70 anni: una semplice coincidenza?

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Autore:plt

Pubblicato il: 04 Novembre 2016

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