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MILANO

Restituito ai sindaci il potere di pianificare Create anche le condizioni per ampliamenti e nuovi insediamenti industriali per favorire occupazione e sviluppo economico

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Chi per un motivo, chi per un altro, la tutela del suolo è comunque un argomento che ha interessato tutti. E pur con qualche distinzione «oggi restituiamo finalmente ai Comuni i loro poteri in materia edificatoria, ma molti restano i punti ambigui. Per questo motivo – ha chiosato Enrico Brambilla (Pd) - il nostro sarà un voto di astensione» e il voto contrario di Sel e Movimento5Stelle («un bene primario non sufficientemente tutelato che merita sicuramente molta più attenzione e maggiore rigore normativo») il provvedimento alla fine è passato con 39 voti a favore, 13 contrari e 16 astenuti. Hanno votato a favore i gruppi di maggioranza Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, Lombardia Popolare, Fratelli d’Italia, Pensionati e Gruppo Misto, astenuti Partito Democratico (con l’eccezione dei consiglieri Agostino Alloni, Massimo D’Avolio e Onorio Rosati che hanno espresso voto contrario) e Patto Civico, contrari, come detto, gli esponenti di M5Stelle e Sel.

Questo provvedimento, come ha spiegato il relatore Mauro Piazza (Lombardia Popolare), «nel rendere praticabile la riduzione del consumo di suolo comunale, crea contemporaneamente anche le condizioni per  ampliamenti e nuovi insediamenti industriali,  tesi a creare effettive occasioni di occupazione e di sviluppo economico: in questi casi specifici, il potenziale ed eventuale nuovo consumo di suolo verrà conteggiato su scala regionale».

Le nuove regole dettate dal nuovo dispositivo, fanno seguito La legge numero 31 approvata il 19 novembre 2014 prevedeva uno stop graduale al consumo di suolo per non rimettere in discussione i Pgt dei Comuni. Dall'approvazione della legge non era stato più possibile autorizzare nuove varianti su terreni agricoli, anche se nel frattempo per i 30 mesi successivi erano stati salvaguardati i progetti in essere, destinati poi a decadere qualora non attivati entro tale termine, con due sole deroghe ammesse: quella per l'ampliamento delle attività economiche esistenti e quella per le opere previste nell'ambito di accordi di programma di valenza regionale.

Per il consigliere  Roberto Anelli (Lega Nord) sono stati raggiunti tre importanti obiettivi. «Il primo - ha spiegato - è quello di ridare il potere pianificatorio ai sindaci, fermo restando che il consumo di suolo deve essere pari o inferiore a zero. Il secondo è quello di permettere alle aziende che vogliono investire per ampliare la propria attività di poterlo fare sin da subito. Infine è stata introdotta una norma per cui i Comuni potranno, con l’approvazione del Piano Territoriale Regionale (Ptr), adeguare i propri Pgt facendo riferimento ai criteri del Ptr stesso».

«In perfetto stile lombardo, sono abituata a ragionare sui fatti concreti. E la realtà è soltanto una - ha poi dichiarato l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Citta metropolitana e Difesa del suolo Viviana Beccalossi - Nella nostra regione l'incremento del consumo del suolo da quando è stata approvata la nostra legge è stato pari a zero. E questo, perché a differenza del Governo nazionale e di tutte le altre Regioni, siamo stati gli unici ad approvare un provvedimento che impedisce di consumare nuovo terreno agricolo. Allo stesso tempo, accogliendo oggi una richiesta che arrivava direttamente dall'Associazione dei Comuni d'Italia, attraverso il suo presidente Roberto Scanagatti, e quindi dai sindaci lombardi, abbiamo accolto il loro appello che va esattamente nella nostra direzione».

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Autore:ces

Pubblicato il: 02 Giugno 2017

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